01 set 2010

LETTERA DI LICENZIAMENTO AI POLITICI ITALIANI

Link Fonte, Tabularama - 31/08/2010



Con la presenta vi informo che siete licenziati per i seguenti motivi:
  • I vostri costi superano di gran lunga i benefici apportati da voi allo Stato Italiano,i vostri privilegi sono diventati inaccettabili per qualunque persona dotata di buon senso, la vostra cupidigia ha raggiunto livelli ormai insostenibili e lo sprezzo che tutti voi dimostrate quotidianamente per il lavoro da me faticosamente ma onestamente condotto e col quale vengono pagati i vostri stipendi mi induce a pensare che crediate di essere i miei padroni, quando in verità è vero il contrario, siete voi i miei dipendenti, essendo io che pago voi e non viceversa.
  • Avete ripagato i miei sacrifici con servizi inefficienti e con umiliazioni costanti: sono stata umiliata come donna da un Presidente del Consiglio che considera le donne come oggetti utili solo a soddisfare le proprie brame di uomo decadente aggrappato all’ultimo, fragile baluardo di virilità che gli rimane;sono stata umiliata come cittadina dall’essere rappresentata da personaggi che ignorano il significato di parole come onestà, legalità,onore, bene comune; sono infine stata offesa come essere umano dalle azioni e dalle esternazioni quotidiane degli uomini politici della Lega Nord, che mi hanno macchiata dell’onta di vedere di nuovo aperti sul mio territorio dei lager, i C.I.E. e che approfittano dell’ingenuità di tanti per perseguire lo scopo di tutti i politici italiani: l’arricchimento personale.
  • Avete attentato all’integrità stessa dell’apparato che vi permette tali malefatte, la nostra Costituzione, dimostrando con ciò il livello di bassezza che avete raggiunto e che mi impedisce di avere la benché minima fiducia nel vostro operato futuro.
  • Ritengo infine che la maggior parte di voi abbia raggiunto l’età massima per poter rappresentare chi, come me , è il presente di questa nazione. Voi siete il passato, un passato che spero verrà presto cancellato definitivamente dai nostri libri di storia, affinché il vostro nome non venga più nemmeno pronunciato ed un gesto pietoso arrivi a dare pace alle mie orecchie che troppe parole dissennate ed aberranti hanno avuto la sventura di udire ultimamente.
Per le suddette motivazioni richiedo con effetto immediato le vostre dimissioni, in quanto nessuno di voi è più in grado di rappresentarmi.

PATRIZIA PENNA cittadina italiana.

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