17 set 2009

Biennale 53. Palazzo delle Esposizioni&Giardini della Biennale


L’arte incarna una visione del mondo, da qui il tema di questa 53. Esposizione Internazionale d’Arte: “Fare Mondi” a cura di Daniel Birnbaum
La Biennale ’09 è un’esperienza, la tematica ha reso più semplice l’immersione all’interno delle opere, molto spesso percorribili senza disdegnare inoltre l’aspetto ludico, a volte provocatorio, che ha donato sprazzi di leggerezza all’esposizione, delineando così che cosa sia fare arte oggi. Non ho visto disfattismo, pessimismo cosmico o masochismo, ciò che porto con me di questa “esperienza” è la voglia di costruire, di fare “il nuovo”. Nonostante abbiano preso parte molte vecchie guardie dell’arte contemporanea, non sono mancati nomi sconosciuti, novità frizzanti.
Non è mia intenzione fare una lista di nomi insapore e inodore, anche per non togliere il piacere a chi andrà di conoscere, non solo di riconoscere artisti e opere.
Sinceramente mi hanno affascinato moltissimo i “Giardini della Biennale”, senza nulla togliere alle “Corderie dell’Arsenale”, ma a mio avviso è una location all’interno della quale si “naviga” molto bene tra i vari Padiglioni, con i propri tempi e il proprio passo.
Anche all’interno del Palazzo delle Esposizioni ho gradito molto la percorribilità, un percorso non scontato ma fluido, pieno di input, ma senza togliere al visitatore il tempo di metabolizzazione.

Il Palazzo delle Esposizioni si apre con una delle opere più significative di questa Biennale 53, “Galaxy Forming along Filaments, like Droplets along the Strands of a Spider’s Web” di Tomas Saraceno: una stanza invasa da un gigantesco aracnide che si dirama grazie a corde elastiche molto resistenti e che muta al variare della tensione esercitata sulle corde. È un’installazione affascinante non solo per l’apparente richiamo ad una progettualità architettonica molto complessa, ma anche per il rimando che lo stesso artista fa alla preistoria dell’universo, “quando le galassie erano disposte in formazioni spugnose lungo filamenti”. L’opera diventa un bellissimo parco giochi per bambini e un percorso ad ostacoli per gli adulti più avventurosi.
Un altro mondo percorribile è “Esperimentet” un’installazione di Nathalie Djurberg, in cui il pubblico si trova all’interno di un fantomatico giardino dell’Eden formato da gigantesche e grottesche sculture floreali il tutto condito da tre video ambientati nello stesso giardino in cui dei fantocci di plastilina animati in “passo uno” danno vita a sequenze di sesso e violenza che divertono e allo stesso tempo disgustano lo spettatore.
Da collegamento tra tutte le sale le aste di Andrè Cadere: “Six barres de bois rond”. L’artista amava girovagare per la città di Parigi e installarle in luoghi pubblici o esposizioni di amici, la cosa interessante è che la sequenza con la quale vengono posizionati i colori lungo l’asta non è mai rigida, compare sempre un’incongruenza, un’anomalia che attira solo l’osservatore più acuto.

Tra le partecipazioni nazionali davvero meritevole il Padiglione della Danimarca e Paesi Nordici (Finlandia, Norvegia e Svezia), non voglio dilungarmi sulla splendida architettura di Alvar Aalto che viene allestita, insieme all’altro padiglione come fossero degli appartamenti. Il progetto è stato curato dai due artisti Elmgreen & Dragset creando all’interno di questo spazio pubblico un ambiente privato. “The Collectors” indaga la sfera intima di una famiglia disastrata e di uno scrittore di racconti erotici, per loro sfortuna vicini di casa. Non solo, ma da come suggerisce il nome è anche un’analisi sul collezionismo, per cui l’arredamento, le opere d’arte presenti riflettono la psicologia del possesso, della proprietà, del desiderio dei rispettivi proprietari. Tra gli artisti presenti Massimo Bartolini, Maurizio Cattelan, Martin Jacobson, Wolfang Tillmans.

Una sorpresa il Paglione della Polonia con la video proiezione “Guests” di Krzysztof Wodiezko. Entriamo ed è come se fossimo fuori vediamo le ombre di persone attraverso dei vetri, così vicine ma intoccabili e allo stesso tempo lontanissime. Sono gli immigrati, l’altro, l’estraneo, molto spesso ridotto all’impossibilità di comunicare, di esprimersi. L’opera è sicuramente d’impatto, grazie anche ad un allestimento che rende perfettamente l’idea di stare “dall’altra parte”. Anche noi, i visitatori siamo ospiti e ce ne rendiamo conto grazie ai lavavetri, noi siamo il fuori e il dentro, vediamo e viviamo allo stesso tempo l’invisibilità sociale dell’immigrato.
La Romania si presenta con “The Seductivenes of the Interval”: un esempio di stanze comunicanti che creano un percorso labirintico tra spazio reale e immaginario in cui i tre artisti Stefan Costantinescu, Andrea Faciu e Ciprian Muresan proiettano video o creano delle installazioni sonore, il tutto arricchito dalla presenza di elementi scenici: l’intero padiglione è ricoperto di foglie di zucca. Ci raccontano delle esperienze, dei linguaggi e dei comportamenti odierni, dando così uno spaccato dell’uomo di oggi, immerso nella sua fragilità e temporalità.


Biennale Arte 53. Esposizione Internazionale d'Arte Fare Mondi

Daniel Birnbaum

dal 7 giugno al 22 novembre 2009

Palazzo delle Esposizioni – Giardini della Biennale

Di Chiara Ciucci Giuliani

16 set 2009

Io invece, l’ho visto tutto

PIOVONO RANE di Alessandro Gilioli


E credo che tutti avrebbero dovuto vederlo tutto, anche se - certo - il boicottaggio televisivo in teoria era una buona intenzione.

Avrebbero dovuto vederlo tutti per capire in profondità quello che ha detto la moglie, quando parlava di un uomo malato. Rinchiuso in profondità nelle proprie menzogne, avvoltolato nella litania degli insulti a mezzo mondo, arrogante perfino con il suo consueto maggiordomo, quello che gli aveva fatto firmare il Contratto con gli italiani.

Tirato, teso, gonfio, un occhio mezzo chiuso, pieno di cortisone: più suonato di Mussolini al Lirico in quel dicembre del ‘44.

E l’opposizione “è comunista” - non provi Vespa a smussarlo in merito - e “D’Alema è uno stalinista”, e “le nuove case di Onna sono così belle che vorrebbe viverci lui”, e lui da Vespa in realtà non ci voleva andare perché “preferiva guardarsi il Milan”, e chi parla di conflitto d’interesi è “un delinquente”, e i giornalisti che lo criticano “sono farabutti”, e lui ha introdotto in politica “una nuova moralità”, e “abbiamo dato una casa a tutti gli sfollati”, e noi “agli immigrati in mare serviamo le bibite e poi gli diamo asilo nido” (sic), e stiamo dando soldi alla Libia perché costruiscano “dei campi confortevoli”, naturalmente chi lo contesta “è antiitaliano” - un po’ come i dissidenti russi che venivano sbattuti in galera perché antisovietici.

Un giorno la rivedremo, questa puntata di Porta a Porta, e magari saremo capaci di riderci su: con l’inno d’Italia sull’ultimo video, e i mazzi di girasoli in chiusura.

Per adesso, fa solo un sacco di paura: perché qui destra e sinistra non c’entrano più niente, c’è solo un uomo anziano sulla china della follia, in piena sindrome da bunker ma ancora pieno di servi e di potere, e capace di tutto per non mollarlo mai.


fonte: http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/09/15/io-invece-lho-visto-tutto/

15 set 2009

WDA ricerca nuovi coreografi


WDA EUROPE

PRESENTA IN COOPERAZIONE CON IDC-ITI/UNESCO
IL PROGETTO INTERNAZIONALE
NON E' UNA VETRINA...E' MOLTO DI PIU'!

A.A.A. CERCASI 7 COREOGRAFI STAGIONE 2010
VEDERE IL BANDO SU www.wda-europe.net

SELEZIONI NEL: LAZIO, TOSCANA, CALABRIA, LOMBARDIA......

Il Premio per 7 Coreografi worldwide consiste in una somma
in denaro di $ 1,200.00, e l’albergo a Taiwan. Il
coreografo resterà in “residence” per tre settimane
con l’impegno di creare un nuovo lavoro coreografico da
debuttare al Tsyoing Theatre (Sud Taiwan)-per un valore
complessivo di oltre Euro 15.000,00.


infoline: 0039 3477779785

WDA Europe
Coordinatore
Luca Di Paolo

www.wda-europe.net
info@wda-europe.net

13 set 2009

Commemorare, un nuovo modo di chiedersi perché.

Uno spazio performativo, quattro attori drammaturgi, un video proiettore e uno splendido calore profuso dall’allestimento organizzativo e ben impastato con l’atmosfera e le energie del pubblico.


Questi gli ingredienti mischiati e messi a disposizione per una, tanto nuova quanto interessantissima e apprezzabile, commemorazione ai caduti dell’ 11 settembre 2001;

la regista Mariella Pizziconi, grazie ad una eccezionale location come quella del Duncan 3.0 di Roma ci regala, in tutti i sensi data la gratuità del biglietto, una nuova forma di riflessione sui fatti accaduti otto anni fa.


In “Tutto il male del Mondo” , così intitolata l’opera drammaturgica, vanno in scena infatti in un alternarsi di immagini e letture interpretative, le vicende e i dialoghi di una famiglia italiana, ove comuni e ben note a tutti possono essere le incomprensioni e le antitetiche posizioni politiche e culturali; ebbene è proprio su questo che la regista vuole far riflettere, mettere in luce con un percorso altalenante di sentimenti e di riflessioni che, la maggior parte delle volte è proprio la mancanza di comunicazione, la mancanza di conoscenza comune dei fatti politici e sociali del mondo che crea tutte le diversità della società; tende così a far riflettere su quanto possa essere fragile l’animo umano nel cadere facilmente

nelle visioni pilotate da fattori esterni agli eventi.


Un avvenimento come quello delle torri gemelle, che costò all’umanità più di tremila anime, non viene quindi messo in discussione realmente per chi o per come esso possa essere accaduto, ed è proprio qui che spunta la novità, ma viene solo analizzato dal punto di vista emozionale, si sfrutta la contrapposizione di ideali di due sorelle che, una manager di una grandissima banca statunitense presente coi suoi uffici dentro il World Trade Center e l’atra No Global, riescono a incontrarsi nei pensieri comuni solo ed esclusivamente grazie all’u

tilizzo di un libro che spiega la storia delle stesse torri, la No global comincia ad affascinarsi al grande lavoro e concetto di libertà e interculturalità degli USA mentre la manager invece pian piano comincia a sensibilizzarsi a tutte le problematiche di corruzioni politico-sociali-amministrative che hanno guidato il pianeta negli ultimi 20 anni.


Così la regista, giocando con le emozioni e i dialoghi, ci incanala verso ciò che si auspicherebbe per il pianeta, cerca quindi di infondere nel pubblico il concetto di quanto sia importante informarsi e non farlo sterilmente solo per se stessi né tanto meno per protestare in piazza senza alcun risultato ma appunto per far conoscere i fatti e far sì che i medesimi possano toccare le parti dell’animo che comuni sono e restano a tutto il genere umano.



Un recitato davvero toccante che tocca il suo massimo apice nel momento in cui le due sorelle si uniscono del tutto vivendo l’una a fianco l’altra e portandoci, purtroppo, a vivere intensamente i momenti tragici che furono vissuti quel giorno all’interno delle Twin Towers.


Davvero toccante, perfettamente commemorativo e veramente sensibile il lavoro di Mariella Pizziconi, nome che ci ricorderemo per lungo tempo grazie a questo sua intenso e sentitamente vissuto lavoro.


Titolo: Tutto il male del mondo

Regia: Mariella Pizziconi

Attori: Lavinia Origoni, Paola Borgia, Massimiliano Grazioso, Monica Cecchini, Federico Emiliani.

Altri collaboratori: David Ravignani, Andrea Santoro, Gaetano Buompane.


Carlo Lo Monaco

12 set 2009

CORSO RESIDENZIALE DI CLOWN CON EMMANUEL LAVALE'E

Programma:
La parte essenziale del nostro lavoro consisterà quindi a
" liberare la gabbia", a toglierci di dosso i vecchi costumi. Fase delicata come una nascita.
Segue una parte propedeutica:
- Lo studio del clown dalle sua origine ad oggi.
- Il clown da circo con i suoi due protagonisti principali: Augusto e Mr Loyal.
Certi numeri sono scritti come veri spartiti.
Lo studio si fa matematico, puntiglioso. Come abbandonare il proprio corpo per seguire l’inflessione del Mr Loyal, o gli scherzi assurdi del clown.
- Analizzeremo le entrate clownesche
- Annuncio del numero - la sua realizzazione - il suo fallimento e l’uscita del clown

Monsieur Loyal e l'Augusto (esercitazioni a gruppi)
- scherzo del clown bianco – riuscita - scherzo dell'Augusto –
fallimento - punizione dell'Augusto

I clown teatrali:
Potremo poi allontanarci dagli sketches stereotipati della tradizione
circense per avviarci verso una ricerca più profonda: la conoscenza
della fragilità umana e la sua progressiva messa in scena alla
scoperta dell’antiero e moderno che si nasconde dietro ogni "bide", vale a dire ogni fallimento del numero presentato.
Attraverso le improvvisazioni si metteranno in evidenza le ingenuità,
le debolezze, le fissazioni, i deliri delle diverse personalità che
andranno successivamente definite e messe in risonanza con il
pubblico:
- la ricerca del proprio clown, il costume
- rapporto tra clown e pubblico
- le entrate solitarie, il parlato
- il rapporto con gli oggetti
- costruzione di frasi umoristiche
- il rapporto di potere "capo-sottocapo"

Location, date info e contatti:

Inizio:
venerdì 2 ottobre 2009 alle ore 9.30
Fine:
domenica 4 ottobre 2009 alle ore 18.30
Luogo:Montopoli di Sabina

Telefono:
3333711382
E-mail:

Appello del MovEm09 - Movimento Emergenza Cultura Spettacolo Lavoro.



MovEm09: Movimento Emergenza Cultura Spettacolo Lavoro

I tagli, l'appiattimento culturale, l'emarginazione, la repressione limitano le nostre libertà e sono spesso non documentate dai giornali asserviti al Governo; con questa impresa "geniale" di cancellazione delle nostre capacità creative e dei nostri mestieri, il Governo riesce ad ipnotizzare l'opinione pubblica.

Ascoltateci
Le politiche del governo italiano nel campo della conoscenza sono sempre più orientate verso la privatizzazione dei saperi e la mercificazione della cultura. Il mondo della creatività e della produzione culturale e artistica: Cinema, Teatro, Musica, Danza, Arti Visive, Letteratura e Televisione è direttamente colpito non solo dai tagli economici ma anche dalla mancanza di leggi di sistema. Noi esigiamo leggi che siano garanzia di autonomia, libertà artistica e di espressione, di pluralismo produttivo e culturale che garantiscano reali tutele e diritti per i lavoratori del settore; leggi che riconoscano senza se e senza ma la funzione della trasmissione culturale e il valore della creatività in una società come quella italiana.

Noi chiediamo alla stampa di tutto il mondo presente a Venezia di farsi portavoce della nostra battaglia di libertà e di civiltà, contro tutti i processi di dispersione di professioni difficilmente riproducibili, contro la banalizzazione e l'involgarimento dei valori che sono in corso nel nostro Paese.

L'investimento pubblico in cultura è essenziale: è arcinoto che l'Italia è agli ultimi posti tra i Paesi Europei con meno dello 0,3 del PIL. È importante sapere che se la Gran Bretagna investe per il cinema 277 milioni di sterline e la Francia ha elevato il proprio sostegno all'industria audiovisiva a 513 milioni e 620 mila euro, l'Italia ha destinato quest'anno all'attività cinematografica soltanto 69 milioni di euro.

Non è retorica ricordare che gran parte dei 250.000 lavoratori dello spettacolo sono già occasionali, privi di tutele e diritti, e quindi invisibili.

Non è retorica asserire che un Paese privato di cultura, ricerca, conoscenza e arte è un Paese senza futuro.

Gli autori di cinema, di teatro e di televisione,
gli attori, i musicisti, i danzatori, gli scrittori, gli agenti,
i critici e giornalisti cinematografici, tutti i lavoratori dello spettacolo,
dell'arte visiva, della cultura, della ricerca e dell'informazione


Aderiscono
AFIC - Ass. Festival Italiani Cinematografici / AIAM - Ass. Italiana Attività Musicali / AIARSE - Ass. Aiuto Registi e Segretarai d'Edizione / AIC - Ass. Italiana Direttori della fotografia / AITS - Ass. Italiana Tecnici del Suono / AMC - Ass. Montatori Cinematografici / ANAC - Ass. Nazionale Autori Cinematografici / ANART - Ass. Nazionale Autori Radiotelevisivi e Teatrali / ApTI - Ass. per il Teatro Italiano / ART - Ass. Registi della fiction televisiva / ARTICOLO 21- Associazione giornalisti / ARTISTI RIUNITI / ASC - Ass. Scenografi Costumisti / ASS. DOC/IT - Documentaristi italiani / ASS. TRUCCATORI E PARRUCCHIERI / ASST - Ass. Sindacale Scrittori di Teatro / CENTOAUTORI - Associazione cinematografica / CIRCOLO GIANNI BOSIO / CLB FUORI ONDA - Ass. Tecnici televisivi / CORE - Associazione danza-tori / CSC - studenti Centro Sperimentale di Cinematografia / Federazione CEMAT - Ente di promozione musicale / FIDAC - Federazione Italiana Associazioni Cineaudiovisivo / LABORATORI PERMANENTI / LARA - Associazione di agenti / METATEATRO / MUSICARTICOLO 9 / Nuova Consonanza - Orchestra Regionale di Roma e del Lazio / OSSERVATORIO DELLA RICERCA / REV - Rete veneta arti performative / RITMO - Rete Italiana Musicisti Organizzati / SACT - Scrittori Associati Cinema Televisione / SAI - Sindacato Attori Italiani / SIAD - Soc. Italiana Autori Drammatici / SIAM - Sindacato Italiana Artisti Musica / SNCCI - Sindacato Nazionale Critici Cinematografici / SNGCI - Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici / SNS - Sindacato Nazionale Scrittori / TAVOLO NAZIONALE DELLA DANZA / UFFICIO SINDACALE TROUPE SLC-CGIL / ZEROPUNTOTRE - Associazione teatrale


Si ringrazia, MovEm09 - Movimento Emergenza Cultura Spettacolo Lavoro.

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Diffondete.

Fonte: RB Casting

7 set 2009

Iniziativa per la libertà d’informazione


Promossa dalla Federazione Nazionale della Stampa, si svolgerà sabato 19 settembre a Roma in Piazza del Popolo a partire dalle ore 16



Federazione Nazionale della Stampa Italiana
Roma, 7 settembre 2009

La Federazione Nazionale della Stampa Italiana comunica:

“L’iniziativa per la libertà d’informazione, promossa dalla Federazione Nazionale
della Stampa, si svolgerà sabato 19 settembre a Roma in Piazza del Popolo a
partire dalle ore 16
.
La Fnsi rivolge un appello a tutte le forze sociali, sindacali, associative e a tutte le
cittadine e i cittadini, affinché senza distinzione di parte o di schieramento, vogliano
raccogliere questo invito e partecipare a questa grande iniziativa.

La manifestazione
si propone, in primo luogo, di rafforzare e di tutelare i valori racchiusi nell’articolo
21 della Costituzione
e il diritto inalienabile di ogni cittadino alla conoscenza, alla
informazione completa e plurale e alla comunicazione, che per essere tale non può
subire forma alcuna di bavaglio.”


Le adesioni dovranno essere comunicate ai seguenti indirizzi di posta elettronica:
segreteria.fnsi@fnsi.it infofnsi@tin.it

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Ricordiamoci tutti che questa è un azione che puo' e deve assolutamente fare la storia del nostro paese, non esiste possibilità di liberazione di una nazione senza la partecipazione dei cittadini fuori categoria che credano e combattano per delle cause principalmente a loro rivolte.

Vale troppo, finisce in museo il libro donato da Berlusconi

Il volume ha una copertina in marmo e vale 460 mila dollari
Ad Harper la copia numero uno: sarà esposta in una struttura pubblica


Vale troppo, finisce in museo il libro donato da Berlusconi

WASHINGTON - Ha un valore di 460 mila dollari il volume dalla copertina in marmo donato dal premier Silvio Berlusconi al collega canadese Stephen Harper e a tutti i leader del G8 all'Aquila, secondo gli esperti citati dal quotidiano Toronto Star. Il libro su Antonio Canova, con copertina in marmo di Carrara e dal peso di 25 chili, era stato regalato ai leader dei paesi partecipanti al vertice. Il volume è stato prodotto in un numero limitatissimo di esemplari e al Canada è toccata la copia numero uno.

Tuttavia il premier canadese non potrà tenere per sé il prezioso presente: la legge federale proibisce ai politici di accettare doni del valore superiore ai mille dollari. Il libro, di proprietà del governo, finirà quindi in un museo.

Il 10 luglio scorso, durante la consegna dei doni avvenuta all'Aquila, il primo ministro canadese aveva dichiarato: "Berlusconi è in gran forma, ma fa regali esagerati". Harper aveva aggiunto: "L'unico problema che ho avuto con Berlusconi sono i regali che mi ha fatto, abbastanza per mettermi in seria difficoltà con la Commissione etica, per questo sto assicurandomi di averli registrati tutti''.

Proprio la commissione etica canadese stabilisce, nel Conflict of Interests Act, norme molto severe per i regali alle autorità pubbliche. I regali con valore superiore ai mille dollari diventano proprietà del governo.

L'opinione pubblica canadese si era mostrata stupita dai costosi doni di Berlusconi. Non solo perché il tema del G8 era la recessione economica, ma anche perché la riunione dei grandi del mondo si svolgeva all'Aquila, devastata pochi mesi prima dal terremoto.

(7 settembre 2009)

Fonte: La Repubblica.it

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perchè da noi non esistono nè leggi di questo tipo nè tanto meno una commissione etica??? provo a supporre... fa comodo, sicuramente, a tanti non porre limiti alla divina provvidenza corruttiva????

Carlo Lo Monaco

Scontri fra precari e polizia - Mostra del cinema -



Fonte: Informare per Resistere - (facebook)

Tratto da Blob del 3/9/2009
4/9/2009
Momenti di tensione e scontri ieri pomeriggio davanti all'Hotel Des Bains, al Lido, tra la polizia e i partecipanti a Global Beach. Quattro dimostranti sono rimasti contusi: uno di loro, disabile, è stato medicato al Pronto soccorso a causa di un colpo di manganello ricevuto alla testa.
Era stata annunciata una protesta pacifica, una «street parade» contro i tagli al Fondo unico per lo spettacolo e contro il precariato culturale. Il corteo è partito dalla sede di Global Beach, a San Nicolò, poco dopo le 16 e doveva raggiungere la sede della Mostra, fermandosi poco prima dell'inizio dei cantieri. I manifestanti hanno effettuato poi un lungo sit-in davanti alla rotonda del Blue Moon. Tutto sembrava tranquillo e il corteo aveva ripreso a muoversi verso Lungomare Marconi. Poi l'imprevisto: i dimostranti hanno deciso di entrare all'Hotel Des Bains e occupare una stanza, simbolicamente, per illustrare le motivazioni della protesta. Ma la polizia, appena ha visto i giovani avvicinarsi all'ingresso e alla recinzione dell'albergo, ha effettuato una carica. Le biciclette parcheggiate davanti all'albergo sono finite a terra nel parapiglia generale, mentre gli agenti colpivano con il manganello. Il bilancio finale vede un ragazzo finito all'ospedale - subito dimesso, dopo una medicazione - e altri tre feriti. Una ragazza è rimasta contusa alla spalla.
La situazione, dopo alcuni minuti di forte tensione, si è stabilizzata e i manifestanti hanno iniziato a indietreggiare, mentre davanti a Lungomare Marconi la polizia bloccava la strada. Tra i passanti che uscivano dagli stabilimenti balneari c'è stato un fuggi-fuggi generale: la gente era preoccupata di quanto stava accadendo.
Da fonti di polizia si è saputo che è stata sequestrata una catena, mentre un agente risulta contuso. La polizia ha inoltre dichiarato che alcune biciclette sono state lanciate contro gli agenti. La Questura sta inoltre vagliando le posizioni di alcuni dei manifestanti per una eventuale denuncia. Ambienti della Questura fanno sapere che da parte dei manifestanti ci sarebbe stata una «sistematica ricerca dello scontro».
I ragazzi di Global Beach si sono poi diretti con un furgone lungo il Gran Viale, fino ad arrivare al piazzale per poi tornare indietro. «Quest'azione è il simbolo di come in questo Paese esista la repressione culturale: hanno voluto colpirci deliberatamente per bloccare una protesta giusta, che vuole dare dignità a tutti coloro che lavorano all'interno del precariato culturale», hanno dichiarato i manifestanti, attraverso il sound sistem posto sul camion. Oggi si svolgerà a mezzogiorno una conferenza stampa a Global Beach. Le dichiarazioni su quanto è accaduto non si sono fatte attendere. L'assessore comunale alla Cultura Luana Zanella si è detta preoccupata di quanto è accaduto: «Mi sembra che da parte delle forze dell'ordine ci sia stata una gestione dell'ordine pubblico assolutamente inadeguato, sproporzionato. Sono preoccupata per quanto è accaduto. Ci sono due mondi a confronto - ha detto - quello dei privilegiati dei protagonisti che sono in questi giorni alla Mostra e quello dei ragazzi che con difficoltà cercano lavoro nel mondo culturale, una differenza che deve far riflettere». Il consigliere comunale Beppe Caccia ha dichiarato: «E' gravissimo quanto successo al Lido: per la prima volta dal 1968 l'inaugurazione della Mostra del Cinema è stata sporcata dalle violenze ingiustificate delle forze dell'ordine contro una pacifica manifestazione. Ignobile è l'episodio del ferimento alla testa di uno studente universitario disabile»

3 set 2009

Robert Longo - Come i media e la televisione dominano la nostra vita


di Alice Ungaro

In questa calda estate in cui le attività di 4FOUR non si sono fermate, ma solo rallentate, abbiamo assistito soprattutto in Italia ad una presa di consapevolezza auspicabile: la televisione e i media dominano la nostra vita. O meglio, vorrebbero farlo.
Molti artisti, da sempre più sensibili a certe tematiche, di questa asserzione, ne hanno fatto un caposaldo del loro lavoro, uno fra tutti, Robert Longo, nostro personaggio extra del mese.

Longo nasce a Brooklyn nel 1953 dove tuttora vive e lavora. Le sue installazioni, foto, sculture e disegni, così come la sua musica e i suoi film hanno da sempre un fortissimo impatto sull’opinione pubblica statunitense, tanto che già nel 1989 fu etichettato come uno degli artisti più provocatori negli USA.

Affascinato dalla storia europea e dai film di Rainer Werner Fassbinder, è un artista prettamente figurativo che tuttavia non intende narrare nulla. “Il bianco e nero è una forma di astrazione. Ho sempre pensato di essere un'artista astratto che lavora sulla rappresentazione".

Quando tutti seguivano il glamour della New Wave, lui esponeva enormi armi da fuoco prese in prestito dalla cronaca. Decompone il corpo umano in una danza macabra, l’equilibrio perduto a causa di un improvviso colpo di revolver. Evocativo, essenziale ma sofisticato. Poliedrico.

Prende le distanze dalla massa che ricercava nelle immagini sublimate dai media, la materia grezza per le loro opere, sorprendendo il pubblico con teste di squali con la bocca spalancata, bombe che esplodono e onde impetuose e minacciose.

L’uomo è pericoloso. Ma lo è anche la natura nella sua imprevedibilità, così la Terra ha un’aria minacciosa anche da lontano quando il Nulla, che ha spaventato generazioni di bambini preoccupati per la sorte di Atreyu de “La Storia Infinita”, sembra appropriarsi di essa.

Non è un caso che Longo presenti le sue opere dietro una lastra di vetro. E’ un modo, il suo modo di fare “riflettere”. Il vetro significa incubazione, cura, distanza. La stessa lastra di vetro che ci divide dallo schermo televisivo. Perché a ben guardare, i soggetti scelti da Longo sono già visti, fanno parte della nostra cultura, della nostra storia collettiva. Sono nostri. Eppure abbiamo bisogno che qualcuno ce lo dica, che ci faccia riflettere. Negli anni ’50 lo faceva la TV. Adesso siamo davvero sicuri di volerli confermare questo ruolo all’interno della nostra vita?

La risposta a voi.