9 feb 2009

L’amico devoto di Oscar Wilde

"Trovo anche oggi come sempre un motivo per prendere delle citazioni o dei racconti che possano illuminare l'umanità e che invece, pur essendo note da tempo immemore o quasi non riescono a diffondersi cosi' a macchia d'olio come sarebbe opportuno e utile all'esistenza del genere umano."

Dedicato al mio migliore amico Ivo.


Il piccolo Hans aveva moltissimi amici, ma l’amico più devoto di tutti era il grosso Hugh, il Mugnaio. E veramente il ricco Mugnaio era così devoto al piccolo Hans, che non passava mai vicino al suo giardino senza chinarsi sul muro e cogliersi un bel mazzolino profumato, o una manciata di erbe dolci, o senza riempirsi le tasche di susine e ciliegie se era la stagione della frutta.

“I veri amici dovrebbero avere tutto in comune”, era solito dire il Mugnaio, e il piccolo Hans annuiva e sorrideva, e si sentiva fierissimo di avere un amico dalle idee così nobili.

A volte, per la verità, i vicini trovavano strano che il ricco Mugnaio non desse mai niente in cambio al piccolo Hans, benché avesse cento sacchi di farina messi via nel suo mulino, e sei mucche da latte, e un grande gregge di pecore lanose; ma Hans non badava a queste cose, e nulla gli dava maggior piacere dell’ascoltare tutte le cose meravigliose che il Mugnaio soleva dire sull’altruismo della vera amicizia. Così il piccolo Hans lavorava nel suo giardino. Durante la primavera, l’estate e l’autunno era molto felice, ma quando veniva l’inverno, e non aveva frutta né fiori da portare al mercato, pativa il freddo e la fame, e spesso doveva andare a letto senz’altra cena che qualche pera secca o qualche nocciolina. Durante l’inverno era inoltre estremamente solo, dato che allora il Mugnaio non lo veniva mai a trovare.

“Inutile ch’io vada a trovare il piccolo Hans finché c’è la neve”, soleva dire il Mugnaio alla Moglie, “perché le persone quando sono nei guai vanno lasciate sole, e non seccate con le visite. Almeno questa è la mia idea dell’amicizia, e sono certo di avere ragione. Così aspetterò fino a primavera, e allora andrò a fargli visita, e lui potrà darmi un cesto pieno di primule, cosa che gli farà tanto piacere.”

“Certo tu ti dai una gran pena per gli altri”, rispondeva la Moglie dalla sua comoda poltrona accanto al gran fuoco di legna di pino, “una gran pena davvero. Fa proprio piacere sentirti parlare dell’amicizia. Sono certa che neppure il parroco in persona saprebbe dire cose così belle.”

“Ma non potremmo invitare qui il piccolo Hans?”, chiese il figlio più piccolo del Mugnaio. “Se il povero Hans se la passa male, gli darò la metà della mia zuppa d’avena, e gli mostrerò i miei conigli bianchi.”

“Che ragazzo sciocco sei!”, esclamò il Mugnaio. “Veramente non so a che serva mandarti a scuola. A quanto pare non impari nulla. Ma come! Se il piccolo Hans venisse qui, e vedesse il nostro fuoco caldo, e la nostra buona cena, e il nostro barile di vino rosso, potrebbe provare invidia, e l’invidia è una cosa terribile, capace di rovinar la natura di chiunque. Non ho certo intenzione di permettere che la natura di Hans si rovini. Sono il suo migliore amico, e lo veglierò affinché non sia indotto in nessuna tentazione. E poi, se venisse qui, Hans potrebbe chiedermi di prestargli un po’ di farina a credito, e questo non potrei mai farlo. La farina è una cosa, e l’amicizia è un’altra, e non bisogna confonderle.”

Ebbene: non appena l’inverno fu finito, il Mugnaio disse a sua Moglie che sarebbe andato a trovare il piccolo Hans.

“Ma che buon cuore che hai!”, esclamò sua Moglie. “Pensi sempre agli altri, tu. Mi raccomando, non dimenticare i portare il cestino grande per i fiori”.

Così il Mugnaio scese il colle con il cestino al braccio.

“Buongiorno, piccolo Hans”, disse il Mugnaio.

“Buongiorno”, disse Hans, appoggiandosi alla vanga e sorridendo da un orecchio all’altro.

“E come te la sei passata tutto l’inverno?”, disse il Mugnaio.

“Be’, veramente”, esclamò Hans, “sei molto buono a chiederlo, molto buono davvero. Temo di essermela passata abbastanza male, ma adesso è arrivata la primavera e sono tutto contento, e i miei fiori stanno bene.”

“Abbiamo spesso parlato di te durante l’inverno, Hans”, disse il Mugnaio, “e ci siamo chiesti come te la cavavi.”

“Ma come siete stati gentili”, disse Hans, “avevo quasi paura che mi avessi dimenticato.”

“Hans, tu mi sorprendi”, disse il Mugnaio. “L’amicizia non dimentica mai. E’ questa la cosa meravigliosa dell’amicizia, ma ho paura che non riuscirai mai a capire la poesia della vita, tu. A proposito, come sono belle le tue primule!”

“Sì, sono proprio bellissime”, disse Hans “e sono proprio fortunato ad averne tante. Le porterò al mercato e le venderò alla figlia del Borgomastro, e con quei soldi mi ricomprerò la carriola.”

“Ricomprarti la carriola? Non vorrai dirmi che l’hai venduta! Che sciocchezza!”

“Be’, sta di fatto che ho dovuto”, disse Hans. “Vedi, l’inverno è stato molto duro per me, e veramente sono rimasto senza il denaro per comprarmi il pane. Così prima mi sono venduto i bottoni d’argento della giacca buona, poi mi sono venduto la catena d’argento, poi mi sono venduto la pipa grande, e da ultimo mi sono venduto la carriola. Però adesso mi ricomprerò ogni cosa.”

“Hans”, disse il Mugnaio, “ti voglio dare la mia carriola. Non è in ottime condizioni, per la verità, malgrado ciò te la voglio dare. So che è molto generoso da parte mia, e moltissimi mi troverebbero estremamente sciocco a separarmene, ma io non sono come gli altri. Secondo me la generosità è l’essenza dell’amicizia, e inoltre io mi sono fatto una carriola nuova. Sì, non preoccuparti più, ti darò la mia carriola.”

“Ma è molto generoso da parte tua”, disse il piccolo Hans. “Posso ripararla facilmente, perché ho in casa una bella asse di legno.”

“Un’asse di legno”, disse il Mugnaio. “Ma è proprio quello che mi serve per il tetto del fienile! C’è un gran buco e se non lo chiudo mi si bagna tutto il grano. Meno male che me l’hai detto! Incredibile come una buona azione se ne tira sempre dietro un’altra. Naturalmente la carriola vale molto più dell’asse, ma la vera amicizia non nota mai cose del genere. Vammela subito a prendere, per favore, voglio mettermi a riparare il fienile oggi stesso.”

“Certo”, esclamò il piccolo Hans, e corse al ripostiglio e tirò fuori l’asse.

“Come asse non è molto grande”, disse il Mugnaio esaminandola, “ e ho paura che una volta riparato il tetto del mio fienile non ti rimarrà niente per ripararci la carriola; ma naturalmente non è colpa mia. E ora, così come ti ho dato la mia carriola, sono certo che ti farebbe piacere darmi in cambio qualche fiore. Ecco il cesto, riempilo bene, mi raccomando.”

“Lo vuoi pieno?”, disse il piccolo Hans, alquanto dolorosamente, perché il cesto era grandissimo, e sapeva che, se lo avesse riempito, non gli sarebbero rimasti fiori per il mercato, e ci teneva parecchio, a recuperare i suoi bottoni.

“Ma insomma”, rispose il Mugnaio, “dal momento che ti ho dato la mia carriola, non mi sembra sia poi tanto chiederti qualche fiore. Sbaglierò, ma credevo che l’amicizia, la vera amicizia, non conoscesse nessun tipo di egoismo.”

“Mio caro amico, mio migliore amico”, esclamò il piccolo Hans,”serviti pure di tutti i fiori del mio giardino. Preferisco avere la tua stima che i miei bottoni d’argento, in qualunque momento”, e corse a cogliere tutte le sue leggiadre primule, e riempì il cesto del Mugnaio.

“Arrivederci, piccolo Hans”, disse il Mugnaio, e risalì il colle, con l’asse in spalla, e il grosso cesto in mano.

“Arrivederci”, disse il piccolo Hans, e si mise a scavare tutto allegro, felice com’era per la carriola.

Il giorno dopo stava appuntando del caprifoglio al portico, quando si sentì chiamare dalla strada: era la voce del Mugnaio. Subito saltò giù dalla scala, corse in giardino e si affacciò al muro.

“Caro piccolo Hans”, disse il Mugnaio, “ti dispiacerebbe portarmi questo sacco di farina al mercato?”

“Oh, mi dispiace tanto”, disse Hans, “ma oggi ho veramente molto da fare.”

“Be’, veramente”, disse il Mugnaio, “considerato il fatto che sto per darti la mia carriola è abbastanza poco da amico rifiutarti come fai.”

“Oh, non dirlo!”, gridò il piccolo Hans, “non vorrei esserti poco amico per tutto l’oro del mondo”, e corse a prendere il berretto, e si avviò a fatica, con il grande sacco di farina sulle spalle.

Era una giornata molto calda. Tuttavia Hans proseguì con coraggio, e alla fine arrivò al mercato. Dopo aver atteso un po’, vendette il sacco di farina per un buon prezzo, e tornò subito verso casa, perché aveva paura, se si fosse fermato sino a tarda ora, di poter incontrare per strada i ladroni.

La mattina dopo di buon’ora il Mugnaio venne a ritirare il denaro del suo sacco di farina, ma il piccolo Hans dalla stanchezza era ancora a letto.

“Parola mia”, disse il Mugnaio, “sei proprio pigro. L’ozio è un peccato grave, e certamente non mi fa piacere l’idea che uno dei miei amici sia pigro. Non te ne avere a male se ti parlo chiaro e tondo. Naturalmente non mi sognerei di farlo se non fossi tuo amico. Ma a che serve l’amicizia, se non si può dire esattamente quello che si vuole?”

“Mi dispiace molto”, disse il piccolo Hans, stropicciandosi gli occhi, “ma ero così stanco che ho pensato di restare a letto ancora un po’.”

“Be’”, disse il Mugnaio, assestando una pacca sulla schiena del piccolo Hans, “voglio che tu venga al mulino non appena ti sarai vestito, ad aggiustarmi il tetto del fienile.”

Il povero piccolo Hans aveva molta fretta di andare a lavorare nel suo giardino, perché erano due giorni che non innaffiava i fiori, ma non voleva dire di no al Mugnaio, che era tanto un buon amico. Così andò al fienile del Mugnaio. Ci lavorò tutto il giorno, fino al tramonto, e al tramonto, il Mugnaio venne a veder come procedeva il lavoro.

“Adesso è a posto”, disse il piccolo Hans, scendendo giù per la scala.

“Ah!”, disse il Mugnaio. “Non c’è lavoro piacevole come il lavoro che si fa per gli altri, davvero.”

Così il piccolo Hans continuò a lavorare per il Mugnaio, e il Mugnaio disse tutta una serie di cose che Hans si appuntava in un taccuino e che si rileggeva la notte, perché era un ottimo scolaro.

Ora accadde che una sera il piccolo Hans era seduto accanto al fuoco quando sentì bussare forte alla porta. Era una notte molto inquieta, con il vento che soffiava e ruggiva intorno alla casa.

Sulla soglia trovò il Mugnaio, che teneva una lanterna in mano, e un grosso bastone nell’altra.

“Caro piccolo Hans”, esclamò il Mugnaio, “mi trovo in un gran guaio. Il mio figlioletto è caduto dalla scala e si è fatto male, e sto andando dal Dottore. Però quello abita così lontano, e la notte è così brutta, che mi è appena venuto in mente che sarebbe molto meglio se ci andassi tu al posto mio. Come sai, sto per darti la mia carriola, ragion per cui è solo giusto che tu faccia qualcosa per me in cambio.”

“Certo”, esclamò il piccolo Hans, “considero un complimento il fatto che tu sia venuto da me, e mi avvierò subito. Però bisogna che mi presti la tua lanterna, perché la notte è così scura che ho paura di cadere nel fossato.”

“Mi dispiace molto”, rispose il Mugnaio, “ma è la lanterna nuova, e sarebbe una gran perdita per me se le succedesse qualcosa.”

“Be’, non importa, ne farò a meno”, esclamò il piccolo Hans, e si avviò.

Che terribile tempesta era quella! La notte era così scura che il piccolo Hans riusciva appena a vederci, e il vento era così forte che si teneva in piedi a fatica. Tuttavia era molto coraggioso e, dopo aver camminato per circa tre ore, arrivò alla casa del Dottore, e bussò alla porta.

“Chi è?”, gridò il Dottore, sporgendo il capo dalla finestra della camera da letto.

“Il piccolo Hans, Dottore. Il figlio del Mugnaio è caduto da una scala e si è fatto male, e il Mugnaio vuole che vada subito da lui.”

“Va bene!”, disse il Dottore; e ordinò il cavallo, e i suoi stivaloni, scese dabbasso, e si avviò nella direzione della casa del Mugnaio con il piccolo Hans che gli arrancava dietro.

Ma la tempesta continuò a peggiorare, e la pioggia cadeva a torrenti, e il piccolo Hans non vedeva più dove andava, né riuscì a stare dietro al cavallo. Alla fine si smarrì, vagò per la brughiera, che era un luogo molto pericoloso, pieno di profonde buche colme di acqua.

E in una di quelle buche il povero Hans cadde e annegò.

Tutti andarono al funerale del piccolo Hans, poiché era molto popolare, e il Mugnaio era naturalmente in prima fila e ogni tanto asciugava gli occhi con un grosso fazzoletto da tasca.

“Il piccolo Hans è certo una gran perdita per tutti”, disse il Fabbro quando il funerale fu terminato.

“Una gran perdita almeno per me”, rispose il Mugnaio. “Pensare che gli avevo praticamente dato la mia carriola, e adesso non so veramente che farmene. A casa e l’ho sempre fra i piedi, e poi è in condizioni così cattive che a venderla non mi darebbero niente. Certo d’ora in avanti ci penserò due volte prima di regalare qualcosa. A essere generosi ci si rimette sempre.”

7 feb 2009

La leggerezza e l'amabilità del JAZZ

Quando, a volte, bisogna sorridere e gioire delle gioie della vita prima di concentrarsi su altro.

Vi consiglio un piccolo estratto di cartone animato presente su youtube.

6 feb 2009

A volte c'e' una necessitudine di puntualizzazione, cio' puo' essere scaturita da fatti o eventi di una rilevanza pressocche' minima

"Che cos’è la cultura di una nazione? Correntemente si crede, anche da parte di persone colte, che essa sia la cultura degli scienziati, dei politici, dei professori, dei letterati, dei cineasti ecc.: cioè che essa sia la cultura dell'intelligencija. Invece non è così. E non è neanche la cultura della classe dominante, che, appunto, attraverso la lotta di classe, cerca di imporla almeno formalmente. Non è infine neanche la cultura della classe dominata, cioè la cultura popolare degli operai e dei contadini. La cultura di una nazione è l'insieme di tutte queste culture di classe: è la media di esse. E sarebbe dunque astratta se non fosse riconoscibile - o, per dir meglio, visibile - nel vissuto e nell’esistenziale, e se non avesse di conseguenza una dimensione pratica. Per molti secoli, in Italia, queste culture sono stato distinguibili anche se storicamente unificate. Oggi - quasi di colpo, in una specie di Avvento - distinzione e unificazione storica hanno ceduto il posto a una omologazione che realizza quasi miracolosamente il sogno interclassista del vecchio Potere"

E' il momento della "Citazione":
Ci sono certi pazzi che guardano le facce della gente e il suo comportamento [...] Sanno che la cultura produce dei codici; che i codici producono il comportamento; che il comportamento è un linguaggio; e che in un momento storico in cui il linguaggio verbale è tutto convenzionale e sterilizzato (tecnicizzato) il linguaggio del comportamento (fisico e mimico) assume una decisiva importanza.


Da P.P. Pasolini, Scritti corsari, Milano, Garzanti, 1990, pp. 45,47.

19 set 2008


Blu notte: mafia e politica
La storia di un mostro che muta, cambia aspetto, che si introduce in un organismo e ne sfrutta le debolezze.
La mafia, che si è innestata nel punto debole del nostro sistema, la politica.

Il lungo rapporto tra mafia e politica (una serve all'altra come il pesce con l'acqua ebbe a dire l'ex boss Nino Giuffrè): una storia iniziata col primo omicidio politico eccellente, quello del marchese Emanuele Notarbatolo il 1/2/1983.

Ucciso dal capomafia di Villabate su commissione dell'onorevole Salvatore Palizzolo.
Perchè? Perchè era un politico (esponente della destra storica) "con cui non si poteva trattare", intransigente a corruzioni e ruberie. Altri politici faranno la stessa fine (Piersanti Mattarella, Giuseppe Insalaco, o magistrati come Rocco Chinnici ..) perchè persone con cui non si può parlare.

Di mafia parla per la prima volta la relazione di Franchetti e Sonnino: "la mafia è una istituzione sociale a se stante .. con stretti rapporti con uomini politici". Sembra scritto oggi.
E di mafia se ne occupa con metodo militari, il prefetto di ferro Cesare Mori, inviato da Mussolini sull'isola per debellare la mafia.

Arriva a fare numerosi arresti, scioglie il fascio di Palemo ma, quando vuole affrontare il capitolo mafia e politica (fascista), viene deposto nel 1929.
Nel 1943 gli alleati sbarcano sull'isola con l'aiuto dei mafiosi siciliani, che ritornano nei loro paesi dal confino.

Di OSS, Cia e dei legami con la mafia Lucarelli ne ha parlato in un altra puntata di Blu notte.
I mafiosi usati, come Salvatore Giuliano, come mano militare dall'esercito separatista. La strage di Portella della Ginestra ...

L'ingresso nella DC.
Ottenuto lo statuto speciale per la Sicilia la mafia sceglie di entrare nelle varie correnti della DC.I personaggi che fanno da legame tra stato e antistato sono Vito Ciancimino, legato alla famiglia dei Corleonesi.
E Salvo Lima, legato ai mafiosi di Stefano Bontade, che nel 1968 entra nella corrente andreottiana della DC.Che Lima avesse legami con la mafia "lo sapevano tutti". Come dei rapporti con i mafiosi dei cugini Salvo, i signori del 10%.Viene nominato parecchie volte dalle relazioni della Commissione Antimafia.
Paolo Sylos Labini, che non voleva lavorare a fianco di quesro personaggio, diede un aut aut a Moro: Moro rispose che "non se la sentiva di sostituire Lima. E' troppo forte e troppo pericoloso".

Negli anni 60 inizia, in seguto alla speculazione edilizia a Palermo ("il sacco di Palermo") la prima guerra di mafia. Una guerra, per la gestione degli appalti edilizi, che lascia sul terreno un centinaio di morti.

Morti non solo tra i mafiosi, come testimonia la strage di Ciaculli del 30/6/1963.
Strage che darà impulso alla nascita della prima Commissione Antimafia e ai primi processi ai boss. Processi che porteranno alla assoluzione dei mafiosi: "la mafia non esiste", si dice a Bari nel 1969, nè sulle strade nè in politica.Eppure esiste il voto mafioso: basterebbe controllare la percentuale di schede nulle o bianche nei seggi attorno a Palermo ..

Nel 1968, Salvo Lima entra nella corrente di Andreotti: con lui entra la mafia di Salemi.Andreotti è stato 7 volte presidente del Consiglio, 8 volte ministro della Difesa: per lui è stata questa l'autorizzazione a procedere ben 27 volte.
Tommaso Buscetta parla, nel 1984, di legami con uomini politici della mafia. Con Falcone non fa il nome di questo uomo "di primo piano". I tempi, dice, non sono ancora maturi.
Buscetta farà il nome di Andreotti, come referente politico di Cosa Nostra, solo nel 1992: dopo che è caduto il muro di Berlino, sono mutati gli equilibri internazionali (l'anticomunismo non è più all'ordine del giorno); ci sono stati gli attentati a Falcone Borsellino (e alle loro scorte).
C'è stata Tangentopoli.
C'è stata la seconda guerra di Mafia: la Mattanza, il colpo di stato interno dei corleonesi.
E Buscetta parla: dei legami di Andreotti con Bontade; con Michele Sindona per il riciclaggio del denaro; del tentativo di bleccare la sentenza del maxi processo; dell'omicidio di Piersanti Mattarella; del rapimento Moro; dell'omicidio di Mino Pecorelli.
Altri pentiti dicono che Andreotti è "punciuto" e parlano del bacio con Riina ...

Ce ne sarebbe abbastanza per decretare la fine politica: nel 1994, arriva il rinvio a giudizio a Palermo.
E inizia il processo del secolo: dopo i tre gradi di giudizio si arriva nel 2004 alla sentenza di Cassazione.
Che non parla di assoluzione, come falsamente si afferma.

Almeno fino alla primavera del 1980, la sentenza parla di continuativi rapporti con la mafia, cui Andreotti diede disponibilità politica.
Per il resto, Andreotti viene assolto con formula dubitativa (ex insufficienza di prove).Andreotti ha incontrato mafiosi; ha avuto rapporti con Michele Sindona; sapeva che Lima, i cugini Salvo e Cianciminoo fossero mafiosi; sapeva dell'omicidio in programma di P.Mattarella ....
Questo è Giulio andreotti.

La guerra allo stato.
Dopo il 1993 cambia lo stato e di riflesso cambia la mafia. Lo Stato inizia una seria opera di opposizione alla mafia: era iniziata negli anni 80 con le nuove leggi di contrasto; con i pentimenti che portarono al maxi.La mafia, i corleonesi, reagiscono con le bombe: le stragi del 1993 hanno una doppia valenza, spiegava il magistrato Scarpinato.Sono un messaggio politico, per la trattativa con lo stato.Sono anche un tentativo terroristico di destabilizzare il paese in vista delle elezioni.
La mafia cerca inizialmente di diventare anche soggetto politico, con i vari movimenti per l'autonomia (la Lega Meridionale di Bagarella), sulla scia di quanto accadeva al nord con la Lega.

D'altronde, in quegli anni il politologo della Lega Miglio sosteneva che "andava istituzionalizzata la mafia".E la stessa cosa pensava la mafia.
Ma in quegli anni muta anche lo scenario politico, con la nascita di nuovi partiti. Come Forza Italia dell'imprenditore Silvio Berlusconi.Dietro il partito ci sono personaggi come Marcello Dell'Utri: siciliano trapiantato a Milano; amico del boss Gaetano Cinà.

Nel 1974 Dell'Utri arriva a Milano, su invito dell'allora costruttore Berlusconi, che sta costruendo Milano 2.
A Milano, Dell'Utri porta con se Vittorio Mangano, come fattore per villa S. Martino a Arcore.Vittorio Mangano, di cui Blu Notte si è già occupata con la "Mafia del nord" lavora nella villa fino al 1976.
Vittorio Mangano, non è una persona normale: frequenta a Milano personaggi come Gerlando Alberti; sospettto di essere mafioso, legato al traffico di droga.

Mangano è stato condannato nel maxi-processo per traffico di stupefacenti e nel 1999-2000 subisce altri 2 ergastoli.Interrogato dai magistrati di Palermo, nel processo a Dell'Utri e Berlusconi ha "eroicamente" resistito, senza fare il nome del suo ex datore di lavoro.
Un eroe?

Capita anche questo, nell'Italia di oggi.Il processo a Dell'Utri, ritenuto dai magistrati di Palermo come il nuovo riferimento per la mafia nel nord, inizia nel 1996: la procura ritiene che Dell'Utri sia organico alla mafia da 30 anni; sia stato usato dalla mafia per infiltrarsi nel tessuto economico del nord; ha avuto relazioni con boss mafiosi, i bontade prima, i corleonesi poi.

Il gruppo Fininvest subì degli attentati, intimidazioni da parte della mafia: una bomba scoppiò sotto la sede a Roma.In una intercettazione tra Dell'Utri e Berlusconi, parlano di "una bomba collocata con grande rispetto, quasi con affetto".La mafia cercava di usare F.I. come nuovo riferimento politico.
Il processo a Dell'Utri, termina in primo grado nel 2004 con la condanna a 9 anni.

I nuovi Vicerè.
Ultimo politico in questa lunga carrellata è Totò cuffaro, ex presidente della Regione Sicilia, condannato per l'inchiesta sulle talpe alla Dia, a 5 anni.
Un ex presidente del Consiglio.L'attuale presidente, il fondatore del suo partito.Un ex presidente di regione.Ma ci sono anche giudici di Cassazione come Corrado Carnevale; agenti dei servizi come Bruno Contrada; altri politici come l'ex DC Mannino.

Un lungo viaggio, in realtà un lungo incubo, che potrebbe essere spezzato se le sentenze in Appello o in Cassazione ribaltassero le condanne di primo grado.
Almeno per Dell'Utri e Cuffaro. E scoprissimo che in realtà era solo un brutto sogno. Tra la Cosa nostra e politica italiana, non esiste nessun rapporto.

Technorati: ,


Fonte:
unoenessuno

14 mag 2008



Favoreggiamento Romeno? Per loro non è pena..

Ebbene miei piccoli amici in questi giorni si fa un gran parlare di sicurezza, di estramissione di Rom ed extracomunitari in genere che non godano dei diritti necessari per stare su suolo italiano e/o che comunque commettano atti illeciti sul Ns suolo e ribadisco il Ns dato che si sente sempre parlare di grande patriotismo, il Ns nuovo (seppur riciclato) presidente del consiglio ci ricorda i valori ecclesiastici sui quali la Ns democrazia non dovrebbe assolutamente contare e invece… tant’è… siamo come dice lui nelle mani di Dio… ( sentendo ciò mi domando che ce lo abbiamo a fare allora un presidente del consiglio con tutto il suo squadrone di onorevoli e onorevoli ”nell’ombra”?).

Sentendo tutto ciò ci si aspettava magari che finalmente arrivasse una pena degna di nota ad esempio alla giovane romena che aiutò Doina la ragazza romena che uccise con violenza inaudita una ragazza Romana in piena metro A di Termini a Roma, come se nulla fosse ma soprattutto con un ombrello conficcato in un occhio tanto da sfondarle il cranio, scusatemi se Vi porto alla memoria tanta ferocia, ma non va mai assolutamente dimenticata!!!

Non si può scordare che tali metodi solo per futili motivi (come ad esempio uno sguardo storto, o una frase detta male o chissa cos’altro) possono esistere e vengano, invece di passare per processi per direttissima, passati nelle nicchie dei telegiornali e in colonne laterale dei quotidiani dopo qualche settimana dall’accaduto; ma soprattutto non si può tollerare, a mio personale avviso, che venga considerata inpunibile perché non sussiste reato nel favoreggiamento alla fuga dell’assasina da parte della compagna di avventura(sventura) perché minorenne… mi domando… appunto, il favoreggiamento non era reato????? E se fosse stato un italiano?? Vorrei ricordare che proprio in questi giorni si fa un altrettanto gran parlare dei ragazzi che a Verona, sempre per futili motivi hanno pestato sino alla morte un altro giovane, giusto per una sigaretta poi… e a quanto mi sembra di ricordare c’e’ chi è sotto indagine appunto per favoreggiamento sia del caso omicida, sia della fuga all’estero dei fautori… anche se poi… vorrei dire la stupidità di tali persone si mostra anche nella scelta dei paesi per la fuga…. RAGAZZI SCHERZATE??? Viviamo in un europa unita e non mi sembrava il momento di fuggire, semmai di consegnarsi… tanto oggi vedete e state tranquilli… chi si costituisce e confessa, a quanto sembra non commette reato…..

Ragazzi che aspettate… favoreggiate subito qualcuno, se conoscete degli amici o dei parenti che vogliono uccidere, picchiare, stuprare, rapinare, truffare e quanto altro Vi passa per la mente… favoreggiateli… tanto il massimo che può accaderVi è quello di passare qualche mese di esperienze giudiziarie per poi starvene a casa…

Ah!! Piccola nota… ovviamente Doina… l’assasina “satanica” ( a causa della violenza inaudita utilizzo tale appellativo) sta tranquilla e beata a casa sua in Romania in attesa di processo… ovviamente non mi aspetto che vedrà un solo giorno di carcere dato che può soltanto essere resa colpevole e allontanata per il periodo della pena dal territorio italiano ma la Romania le farà scontare la pena per un omicidio in territorio italiano???

Speriamo solo che questo paese si meriti davvero il rispetto che si è cercato di dargli rendendola partecipe dei progetti dell' UE.

Mi aspetto una pena carceraria… quello si che sarebbe un bell’esempio e una grandissima dimostrazione di fede nei progetti dell’unione europea nei diritti civili e nella sicurezza e integrazione di un unico grande paese unito, cosa che ancora è ben lontana in europa rispetto ai grandissimi progetti di cui si discuteva ahimè quando ormai ero solo un ragazzino…

Riflettiamo amici, io non sono assolutamente per la giustizia sommaria, come si sta facendo a Napoli e come è accaduto anche qui a Roma qualche mese fa, ma da dire c’è che a volte delle pene andrebbero discusse con delle raccolte di firme, non credo che nessun Italiano vorrebbe vedere certe cose, a nessuno farebbe piacere vedere la propria figlia con un cranio sfondato da un ombrello mentre magari torna o va al mare con gli amici o a fare shopping il sabato pomeriggio….

24 mar 2008

Addio raccolta differenziata...Arriva Thor, il sistema di riciclaggio "indifferenziato"


Un sistema sviluppato dal Cnr permette di recuperare e raffinare i rifiuti solidi urbani senza passare per i cassonetti differenziati. Costa un quinto dei costi di smaltimento di un inceneritore e restituisce materiali utili e combustibile dal potere calorico elevato.
Quanto sia oneroso e problematico il trattamento dei rifiuti, lo dimostra la "tragedia" della Campania alla quale media e istituzioni stanno prestando la loro allarmata attenzione in questi giorni. Ma i rifiuti solidi urbani, com'è noto, possono rappresentare anche una risorsa. In questa direzione va Thor, un sistema sviluppato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche insieme alla Società ASSING SpA di Roma, che permette di recuperare e raffinare tutti i rifiuti e trasformarli in materiali da riutilizzare e in combustibile dall'elevato potere calorico, senza passare per i cassonetti separati della raccolta differenziata.
Un passo oltre la raccolta differenziata e il semplice incenerimento, con cui i rifiuti diventano una risorsa e che comporta un costo decisamente inferiore a quello di un inceneritore. Thor (Total house waste recycling - riciclaggio completo dei rifiuti domestici) è una tecnologia ideata e sviluppata interamente in Italia dalla ricerca congiunta pubblica e privata, che si basa su un processo di raffinazione meccanica (meccano-raffinazione) dei materiali di scarto, i quali vengono trattati in modo da separare tutte le componenti utili dalle sostanze dannose o inservibili.
Come un 'mulino' di nuova generazione, l'impianto Thor riduce i rifiuti a dimensioni microscopiche, inferiori a dieci millesimi di millimetro. Il risultato dell'intero processo è una materia omogenea, purificata dalle parti dannose e dal contenuto calorifico, utilizzabile come combustibile e paragonabile ad un carbone di buona qualità.
"Un combustibile utilizzabile con qualunque tipo di sistema termico", aggiunge Paolo Plescia, ricercatore dell'Ismn-Cnr e inventore di Thor, "compresi i motori funzionanti a biodiesel, le caldaie a vapore, i sistemi di riscaldamento centralizzati e gli impianti di termovalorizzazione delle biomasse. Infatti, le caratteristiche chimiche del prodotto che viene generato dalla raffinazione meccanica dei rifiuti solidi urbani, una volta eliminate le componenti inquinanti sono del tutto analoghe a quelle delle biomasse, ma rispetto a queste sono povere in zolfo ed esenti da idrocarburi policiclici". E' possibile utilizzare il prodotto sia come combustibile solido o pellettizzato oppure produrre bio-olio per motori diesel attraverso la 'pirolisi'. L'impianto è completamente autonomo: consuma infatti parte dell'energia che produce e il resto lo cede all'esterno.
Il primo impianto THOR, attualmente in funzione in Sicilia, riesce a trattare fino a otto tonnellate l'ora e non ha bisogno di un'area di stoccaggio in attesa del trattamento; è completamente meccanico, non termico e quindi non è necessario tenerlo sempre in funzione, anzi può essere acceso solo quando serve, limitando o eliminando così lo stoccaggio dei rifiuti e i conseguenti odori. Inoltre, è stato progettato anche come impianto mobile, utile per contrastare le emergenze e in tutte le situazioni dove è necessario trattare i rifiuti velocemente, senza scorie e senza impegnare spazi di grandi dimensioni, con un costo contenuto: un impianto da 4 tonnellate/ora occupa un massimo di 300 metri quadrati e ha un costo medio di 2 milioni di euro.
L'impianto può essere montato su un camion o su navi. In quest'ultimo caso, la produttività di un impianto imbarcato può salire oltre le dieci tonnellate l'ora e il combustibile, ottenuto dal trattamento, reso liquido da un 'pirolizzatore', può essere utilizzato direttamente dal natante o rivenduto all'esterno.
"Un impianto di meccano-raffinazione di taglia medio-piccola da 20 mila tonnellate di rifiuti l'anno presenta costi di circa 40 euro per tonnellata di materiale", spiega Paolo Plescia. "Per una identica quantità, una discarica ne richiederebbe almeno 100 e un inceneritore 250 euro. A questi costi vanno aggiunti quelli di gestione, e in particolare le spese legate allo smaltimento delle scorie e ceneri per gli inceneritori, o della gestione degli odori e dei gas delle discariche, entrambi inesistenti nel Thor. Quanto al calore, i rifiuti che contengono cascami di carta producono 2.500 chilocalorie per chilo, mentre dopo la raffinazione meccanica superano le 5.300 chilocalorie".
Un esempio concreto delle sue possibilità? "Un'area urbana di 5000 abitanti produce circa 50 tonnellate al giorno di rifiuti solidi", informa il ricercatore. "Con queste Thor permette di ricavare una media giornaliera di 30 tonnellate di combustibile, 3 tonnellate di vetro, 2 tonnellate tra metalli ferrosi e non ferrosi e 1 tonnellata di inerti, nei quali è compresa anche la frazione ricca di cloro dei rifiuti, che viene separata per non inquinare il combustibile". Il resto dei rifiuti è acqua, che viene espulsa sotto forma di vapore durante il processo di micronizzazione. Il prodotto che esce da Thor è sterilizzato perché le pressioni che si generano nel mulino, dalle 8000 alle 15000 atmosfere, determinano la completa distruzione delle flore batteriche, e, inoltre, non produce odori da fermentazione: resta inerte dal punto di vista biologico, ma combustibile".
Un'altra applicazione interessante di Thor, utile per le isole o le comunità dove scarseggia l'acqua potabile, consiste nell'utilizzazione dell'energia termica prodotta per alimentare un dissalatore, producendo acqua potabile e nello stesso tempo eliminando i rifiuti soldi urbani.
Per informazioni:
Paolo Plescia, Istituto di studi sui materiali nanostrutturati (Ismn) del Cnr

Una nuova e interessantissima emozione televisiva sul web


Mi permetto di consigliare a tutti una nuova emittente tv on-demand assolutamente gratuita fatta veramente bene e con anche un bel buon senso nella publicazione di vari film e documentari, ovviamente considerando sempre i problemi con i diritti di publicazione dei film ultimi uscit... comunqeu ripeto che mi permetto di consigliarvi
"RIFLETTOTV.IT" che puo' sembrare la solita tv sul web ma vi giuro che di tanto in tanto dona delle gran belle soddisfazioni e soprattutto è del tutto on-demand e totally free il chè sta a significare che lo spettacolo inizia quando dici tu e te lo vedi gratis al solo costo delle patatine e della coca cola (connessione internet adsl esclusa) che ti scrofanerai liberamente a casa tua.

Iraq, 4mila i soldati americani uccisi

Sale il bilancio delle perdite americane
in cinque anni di guerra. Il numero due
di Al Qaeda: rispondere ai raid israeliani.

BAGHDAD Il numero dei militari americani uccisi in Iraq dall’inizio della guerra, nel marzo del 2003, ha raggiunto quota 4.000. Quattro soldati statunitensi sono stati uccisi ieri da una bomba esplosa a Baghdad e si sono così aggiunti al precedente bilancio di almeno 3.996 vittime americane della guerra irachena. Secondo un conteggio tenuto dall’Associated Press, il 44% dei militari americani ha perso la vita per esplosioni, mentre il 97% delle vittime americane ha perso la vita dopo il 1. maggio 2003, giorno in cui il presidente George W. Bush dichiarò chiusa la fase più difficile e pericolosa della guerra. E nel giorno in cui viene reso noto il tragico bilancio della guerra irachena, il numero due di Al-Qaida, Ayman al-Zawahiri, in un nuovo nastro audio, invita i musulmani a colpire gli interessi israeliani e americani per vendicare l’offensiva israeliana nella Striscia di Gaza. Al-Zawahiri ha lanciato l’appello in un nuovo nastro audio di quattro minuti messo online oggi su un sito internet islamista. Nel messaggio, il numero 2 dell’organizzazione terroristica internazionale accusa il presidente egiziano Hosni Mubarak di aiutare Israele nella sua offensiva chiudendo la sua frontiera con Gaza. L’autenticità del messaggio non ha potuto finora essere confermata, ma la voce somiglia a quella di Al-Zawahiri nei precedenti messaggi. Il numero 2 di Al-Qaida invita i musulmani a «colpire gli interessi degli ebrei, degli americani e di tutti quelli che hanno partecipato all’attacco contro i musulmani» e precisa che gli attacchi non devono limitarsi ai territori israeliano e palestinese. «Fate loro sapere che non otterranno che del sangue per ogni dollaro speso per uccidere i musulmani, e per ogni pallottola sparata contro di noi un vulcano tornerà verso essi», minaccia Al-Zawahiri. «Non possono impegnarsi a sostenere Israele e poi vivere in pace quando gli ebrei uccidono i nostri fuggiaschi e i nostri fratelli assediati». «Controllate gli obiettivi, raccogliete danaro, preparate gli equipaggiamenti, prevedete con precisione e, contando su Allah, attaccate, cercando il martirio e il paradiso» ha dichiarato il numero 2 di Al-Qaida.(La Stampa, 24-03-08)





RUTELLI RUTELLI.... MA COME PARLI????



ED ECCO A VOI IL VIDEO DI PRESENTAZIONE DEL SUPERCENSURATO E CHIUSISSIMO SITO DEL MINISTERO DELLE ATTIVITA' CULTURALI, DEL RESTO A VEDERE COME PARLA IN INGLESE IL NS MINISTRO RUTELLI DIREI CHE HANNO FATTO PIU' CHE BENE A OSCURARE UNA VERGOGNA SIMILE, DALTRONDE IL DOMINIO "WWW.ITALIA.IT" E' STATO GIUDICATO IL PEGGIOR SITO INTERNET D'EUROPA IN POCHI MESI DI PUBLICAZIONE, E DIRE CHE CI E' COSTATO ( A DETTA DEI GIORNALISTI) SOLTANTO 4 MILIONI DI €; RUTELLI NON VORREI DIRTELO MA DEVO... UNO DEI MIGLIORI DOMINI PUO' COSTARE SINO AD UN MAX DI 100€ ALL'ANNO E UN OTTIMO WEB MASTER & DESIGNER PUO' COSTARE DA 1.000 A 1500 € AL MESE (CONTRIBUTI ESCLUSI... MA DEL RESTO A TE CHI TI CONTROLLA MR. 4 MILIONI ). RUTELLI RUTELLI RUTELLI.... TE LO DAREI IO IL TAPIRO.... MA IN TESTA TE LO DAREI... E MAGARI ANCHE CON UN BEL DIZIONARIO DI INGLESE ALLEGATO....

Domeniche a piedi si... ma con la famiglia e in riposo


Ebbene era ora che qualcuno si occupasse anche di quei poveri disgraziati che sono costretti a lavorare tutte le "SACROSANTE" (oramai non più tanto) domeniche... Ebbene sul mio blog trovate alla Vs destra(se usate firefox, in fondo se usate internet explorer) un bel banner per la nuovissima petizione del mese che si basa sulla raccolta delle firme per far si che si possa, finalmente, tutti tornare a godere delle domeniche in completo relax e a stretto contatto con la propria famiglia e che quelle pochissime domeniche non godute durante l'anno possano essere retribuite con il loro vecchio e caro giusto compenso, dato che per l'appunto, non si spiega come e perche' un giovane, non solo è costretto a lavorare la domenica o i festivi ma deve anche pagarne le conseguenze sullo stipendo a fine mese, vedendosi calcolato il medesimo giorno festivo quasi al pari di una giornata lavorativa infrasettimanale, questo è solo un piccolo passo per i diritti di tutti noi lavoratori, tanto tutti sappiamo che magari... sì non siamo tutti commercianti ma sicuramente un parente o un amico/a commerciante ce lo abbiamo e soprattutto da qualche parte bisogna pur cominciare, iniziamo dal settore commerciale e poi vedremo quale altra petizione o semplice discussione o dibattito si potrà affrontare per far sì che anche i lavoratori di oggi possano costruire una famiglia e seguirla come hanno fatto i Ns genitori prima di noi, tanto...peggio di così non può andare non credete miei piccoli sovversivini???