
Traendo ispirazione da una riflessione pubblicata sul blog di "Lievemente", riporto immediatamente di seguito le parole, ispirate a loro volta dal simposio di Platone.
Nel "Simposio" Platone racconta il mito dell'uomo
"totale":
una razza perfetta, ermafrodita, ogni individuo autosufficente e beato di sè.
Fu per invidia che gli dei divisero le due parti di queste creature e le dispersero nel mondo. Da allora vagano come esseri imperfetti che possono raggiungere la felicità soltanto trovandosi.
Direi che è proprio da quel momento che sono arrivati i casini, perchè è da quando tutta questa gente si è messa alla ricerca che gli dei hanno più cose da fare. Gli uomini, per amore, mormorano le preghiere più disperate e, sempre per amore, sibilano gli improperi più impronunciabili e, si sa, alcuni arrivano a compiere follie, si consumano, uccidono, piangono...e quello che tutti si chiedono è: si può davvero trovare quell'unica mezza mela in mezzo a miliardi di mezze mele? Naturalmente non lo so. La parte romantica di me tende per il sì. Quella cinica suggerisce che io sia un qualche altro mezzo frutto, per cui la risposta a quel punto, per me, diventerebbe del tutto irrilevante. Un'idea sull'argomento però credo che, più o meno, ce l'abbiamo.
La domanda alla quale, adesso, non so dare una risposta e che credo nessun essere umano potrà mai farlo con assoluta certezza e': "E se la metà della mela fosse lì, davanti ai tuoi occhi, e tu, pienamente consapevole di ciò, desiderassi per un solo momento distaccartene perchè consapevole che in mancanza di lucidità quell'altra metà non puo' vedere il congiungimento, o meglio ancora sarebbe dire, che l'altra metà in quel preciso momento non ha la necessità di congiungersi, e se poi ti pentissi di aver fatto questa scelta, così drastica ma così necessaria per il bene dell'altro (bene illusorio o reale?) sarebbe davvero giusto non PERDONARE chi, al fine di un bene illusorio ha tentato di superare anche le proprie necessitudini senza averne colto realmente un successo ma ne coglie solo una delle più grandi sconfitte della sua vita"?
La cosa riporterebbe a sua volta all'affermazione che Errare umanum est, e quindi a sua volta ancora ci collegherebbe con il concetto biblico del PERDONO. A voi l'ardua sentenza...


