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22 giu 2009

Bari: "GIRO ESCORT, PARLANO ALTRE RAGAZZE" : di Roberto Buonavoglia


BARI - Le ragazze che cercano visibilita' e che posano nelle foto pubblicate dai giornali hanno gia' parlato, ottenendo le prime pagine. Altre, invece, che sono piu' schive e non vogliono far sapere a tutti qual e' la loro vera professione, tacciono e parlano solo con gli investigatori. Fanno questa premessa le fonti vicine alle indagini che svelano che l'inchiesta del pm barese Giuseppe Scelsi riguarda 'diversi episodi di induzione alla prostituzione' con riferimento a feste tenute in residenze vip tra cui palazzo Grazioli e Villa Certosa, del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Al centro dell'inchiesta c'e' sempre l'imprenditore barese Gianpaolo Tarantini, di 34 anni, indagato per induzione alla prostituzione. E' lui che - secondo l'accusa - avrebbe gestito il giro di ragazze.

Finora, l'unica donna che - a quanto e' dato sapere - ha rivelato di aver avuto un rapporto sessuale con il premier e' la quarantaduenne barese Patrizia D'Addario, che ha fornito ai magistrati anche le registrazioni audio degli incontri con Berlusconi facendo scoppiare lo scandalo. Il racconto della donna - ammettono fonti inquirenti dopo le rivelazioni di stampa - e' stato confermato dalla sua amica, la modugnese Barbara Montereale, di 23 anni, che da ieri e' sui giornali ai quali ha raccontato di aver partecipato ad una festa a palazzo Grazioli, assieme a Patrizia, e ad un'altra a Villa Certosa. La giovane ha detto di aver saputo da Patrizia che questa aveva avuto un rapporto sessuale con Berlusconi la sera del 4 novembre 2008.


La vicenda D'Addario, quindi, dal punto di vista investigativo, e' ritenuta esaurita, anche perche' sono state acquisite informazioni sui suoi spostamenti: come i biglietti aerei, i registri degli hotel in cui le due amiche hanno soggiornato e sono in corso le acquisizioni dei tabulati dei telefonini. Ora l'attenzione della Guardia di finanza e del pm Scelsi e' rivolta al racconto di altre ragazze: alcune sono gia' state ascoltate, altre sono state convocate in caserma per essere interrogate nei prossimi giorni. Durante le audizioni alle giovani sara' chiesto del contenuto di alcune conversazioni intercettate nelle quali si parla di altri episodi di induzione alla prostituzione su cui sono in corso verifiche. I fatti riguardano un periodo limitato di tempo: dall'ottobre 2008 all'inizio 2009, prima che Gianpaolo Tarantini venisse a conoscenza, con un decreto di sequestro, che i suoi telefoni erano sotto controllo.

Ma le indagini dei magistrati baresi hanno svelato una circostanza ritenuta 'molto preoccupante' dalle stesse fonti inquirenti: l'accesso a Palazzo Grazioli durante le feste era 'incontrollato'. Circostanza questa che e' stata fatta notare anche dai magistrati a Patrizia D'Addario che ha risposto affermando di non aver subito, assieme alle sue amiche, alcun controllo all'ingresso. E il registratore che aveva addosso e' solo una conferma.

30 mag 2009

Consegnate ai carabinieri di Cagliari foto del Capodanno 'hot' di Berlusconi

Dopo la denuncia dell'avvocato del premier Ghedini, il fotografo iscritto nel registro degli indagati
Avrebbe tentato di vendere gli scatti. Il premier: "I giornali di sinistra scendiletto del Pd"

A darle ai militari lo stesso Zappadu. "In alcune ragazze minorenni. In altre in topless"

Stamani la Procura aveva disposto il sequestro delle immagini. Il legale: "Condivisibile"

di GIOVANNI GAGLIARDI



Consegnate ai carabinieri di Cagliari foto del Capodanno 'hot' di Berlusconi

Silvio Berlusconi

ROMA - Sono in mano ai carabinieri di Cagliari le foto scattate lo scorso Capodanno a Villa Certosa, in Sardegna, durante la festa organizzata da Silvio Berlusconi, alla quale avrebbero partecipato decine di ragazze tra cui Noemi Letizia. A consegnarle spontaneamente ai militari nel pomeriggio è stato lo stesso fotografo Antonello Zappadu. Lo ha detto il fratello Tore, il quale ha riferito anche di una perquisizione dei carabinieri nella casa di Olbia dove Antonello Zappadu spesso risiede.

La decisione della Procura "fa seguito ad una esplicita richiesta che noi avevamo avanzato - dice il parlamentare del Pdl e legale di Berlusconi, Niccolò Ghedini - e dovrebbe chiudere la vicenda, anche se naturalmente la decisione spetterà all'autorità giudiziaria". Le foto sarebbero state scattate da una terrazza e non autorizzate secondo la procura di Roma. Un esposto è stato presentato da Berlusconi anche al Garante della Privacy.

Intanto il premier è tornato ad attaccare la stampa. "Tutti i giornali della sinistra fanno da scendiletto al Pd - ha detto nel corso di un intervento telefonico ad una iniziativa elettorale e Vicenza - siamo stati attaccati
dall'opposizione con una campagna elettorale che ancora una volta si è basata sull'insulto, sull'aggressione personale, sulla giustizia ad orologeria, sulle calunnie volgari".

Quanto alle foto, il sequestro è stato ordinato dal procuratore Giovanni Ferrara e dal pm Simona Maisto che hanno iscritto sul registro degli indagati, per violazione della privacy e tentata truffa, il fotografo Antonello Zappadu, autore delle foto e di un altro servizio relativo anche alla festa di Capodanno del 2008. Secondo quanto si è appreso, a denunciare Zappadu è stato Ghedini.

A proposito delle foto, Zappadu ha spiegatoche "sono 200-300 e non 700, che è invece il numero più o meno degli scatti, molti dei quali poi cancellati", ha detto mentre si recava al comando provinciale dei carabinieri di Cagliari. Le foto, ha spiegato, si possono dividere in tre serie e ha sottolineato che in quelle per le quali il Pm ipotizza la violazione della privacy, i volti dei soggetti sono stati alterati per renderli irriconoscibili.

"La prima serie, su cui mi sembra di capire si accentra l'inchiesta, riguardano Villa Certosa e i volti di tutte le persone, tranne quella del premier, sono stati alterati da pixel - ha detto Zappadu - Tra queste immagini vi sono alcune che ritraggono presenze che, a me, sono parse di minorenni. E a maggior ragione le ho rese irriconoscibili proprio per rispettare le norme sulla privacy e il codice di tutela dei minori".

"La seconda serie - ha proseguito - attiene a immagini scattate all'aeroporto Costa Smeralda, cioè in luogo pubblico e quindi senza alcuna violazione delle privacy. Sono foto di persone, ospiti del presidente del Consiglio, che scendono da aerei dell'aeronautica militare, tra di essi c'è il cantante Apicella. Si tratta di arrivi, negli ultimi due anni, quasi settimanali, con sbarco il venerdì sera o sabato mattina e partenza lunedì".

"L'ultima serie riguarda foto scattate nella zona di un residence, il Country di Porto Rotondo, e ritrae - ha concluso Zappadu - diverse ospiti di Berlusconi, alcune in bikini e topless. Anche in questo caso sono ricorso al pixel per cancellare i visi e renderle irriconoscibili".

In precedenza al Corriere della sera, il fotografo aveva detto che alcuni scatti erano stati fatti durante la vacanza dell'allora primo ministro della Repubblica Ceca, Mirek Topolanek e dalla sua delegazione, a Villa Certosa, nel 2008; altre che invece documentano eventi mondani che si sono svolti nella tenuta di Porto Rotondo. All'attenzione dei magistrati, una mail nella quale Zappadu, proponendo l'acquisto delle foto a Panorama per un milione e mezzo di euro, avrebbe spiegato al settimanale che c'era un'altra proposta di acquistare il servizio da parte del settimanale Gente, circostanza falsa secondo i primi accertamenti e che motiva l'accusa di tentata truffa.

Il pm Ferrara ha fatto inoltre chiarezza in merito alla notizia, diffusa dal sito Dagospia, secondo la quale sarebbe stato aperto un fascicolo sulle frasi pronunciate da Veronica Lario, in particolare sulla frase "frequenta minorenni" riferita a Berlusconi. Ferrara ha spiegato che a Piazzale Clodio sono giunte "alcune mail anonime", nelle quali si fa riferimento ad articoli di giornale che riportano le affermazioni di Veronica Lario. "Si tratta di anonimi - ha spiegato - che come noto non vengono presi in considerazione". "Mi pare un chiarimento impeccabile - ha sottolineato l'avvocato Ghedini - del resto non poteva che essere così. Quella tesi, se non fosse stata diffamatoria sarebbe stata risibile".

da: "La Repubblica"
(30 maggio 2009)